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Si può definire un canto popolare, canto in cui la parte lirica che espone il tema è costituita dal Son propriamente detto, mentre il Montuno è il gioco di domande e risposte tra coro e solista. Sulla base ritmo-timbro-armonica inizia l'interpretazione della melodia o del motivo, con le variazioni locali e strumentali e nel finale la parte più grezza e scherzosa per il crescendo di improvvisazioni, più veloce della precedente, un cambio di senso proiettato verso l'assurdo, a volte espresso solo dal coro.
Dal Son prenderanno vita la Rumba, il cui termine indicava le feste collettive degli schiavi liberati, la variante conosciuta come Conga, dal nome del tamburo che segnava il passo, e quindi la Graracha, un Son dal testo picaresco che avrà una straordinaria diffusione negli anni trenta.
Da una variante del Danzon, il Danzonete, deriva invece il Mambo, impostosi sulla scena mondiale dal 1948 hanno in cui Pérez Prado, allora conosciuto pianista, ispirandosi alle big band americane, lanciò questo nuovo ritmo che la chiesa bollerà addirittura come indecente e osceno per la carica erotica implicita nel ballo. Ciascuno di questi ritmi costituirà l'origine o l'ispirazione per molti altri, come un albero genealogico dalle radici comuni, fino al Merengue, la Cumbia, passando per la Bomba, la Plena, La Pachanga e altri generi. Alla fine arrivò l'influenza del Jazz, con l'ingresso dei tromboni nei "conjuntos" (gruppi) musicali.
Allora il terreno sarà finalmente fertile per far fiorire la summa di tutto questo : la SALSA, fusione di un vasto complesso di ritmi afroantillani che si condensano in questa parola conferendole un significato semantico e una localizzazione geografica.
La salsa, ritmo il cui principale merito è di essere riuscito ad infrangere le barriere razziali, a dare voce e identità alle minoranze latine emarginate cancellando i confini tra i paesi latino americani.
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